7 Marzo 2004

2° Domenica di Quaresima /C

Mentre pregava, il suo volto cambiò di aspetto

La trasfigurazione di Cristo ci invita a riflettere sul meraviglioso e inatteso progetto di amore che Dio già nell'Antico Testamento rivela ad Abramo (I Lettura), con il quale stipula un patto di alleanza e di amicizia incondizionata. In questo patto si cela un più vasto disegno, eterno e universale, che riguarda tutta l'umanità e ciascuno di noi. Quando riceviamo il battesimo - ci dice san Paolo - veniamo liberati dal nostro "corpo di morte" (II Lettura) e trasfigurati nel Cristo. Di qui l'esortazione a imitare il Signore Gesù, nella fedeltà al Vangelo. La scena grandiosa e misteriosa della trasfigurazione del Signore, davanti a pochi intimi, viene inserita dal Vangelo in una cornice di preghiera. Gesù è salito su di un monte a pregare. Lo accompagnano tre apostoli: Pietro, Giovanni e Giacomo. D'improvviso è avolto di luce: il suo volto cambia d'aspetto, è trasfigurato. Proprio nel momento in cui sta per annunciare agli apostoli la sua prossima morte, che li getterà nella tristezza, il suo volto luminosissimo li rassicura. Intanto Gesù dialoga con Mosè ed Elìa, i due massimi esponenti dell'antica alleanza, apparsi con lui nella gloria. Il Padre dichiara apertamente la sua predilezione per il Figlio, da lui inviato per salvare l'umanità, alla quale chiede l'obbedìenza della fede.

Domenico Brandolino.

 

PRIMA LETTURA

Dal libro della Genesi (1 5,5-12.17-18)

In quei giorni, Dio condusse fuori Abràm e gli disse: "Guarda in cielo e conta le stelle, se riesci a contarle" e soggiunse: "Tale sarà la tua discendenza". Egli credette al Signore, che glielo accreditò come giustizia. E gli disse: "Io sono il Signore che ti ho fatto uscire da Ur dei Caldèi per darti in possesso questo paese". Rispose: "Signore mio Dio, come potrò sapere che ne avrò il possesso?". Gli disse: "Prendimi una giovenca di tre anni, una capra di tre anni, un ariete di tre anni, una tortora e un piccione". Andò a prendere tutti questi animali, li divise in due e collocò ogni metà di fronte all'altra; non divise però gli uccelli. Gli uccelli rapaci calavano su quei cadaveri, ma Abràm li scacciava. Menre il sole stava per tramontare, un torpore cadde su Abram, ed ecco un oscuro terrore lo assalì. Quando, tramontato il sole, si era fatto buio fitto, ecco un forno fumante e una fiaccola ardente passarono in mezzo agli animali divisi. In quel giorno il Signore concluse questa alleanza con Abràm: "Alla tua discendenza io dò questo paese dal fiume d'Egitto al grande fiume, Il fiume Eufràte".

 

SECONDA LETTURA

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi (3,17 - 4, 1)

Fatevi miei imitatori, fratelli, e guardate a quelli che si comportano secondo l'esempio che avete in noi. Perché molti, ve l'ho già detto più volte e ora con le lacrime agli occhi ve lo ripeto, si comportano da nemici della croce di Cristo: la perdizione però sarà la loro fine, perché essi, che hanno come dio il loro ventre, si vantano di ciò di cui dovrebbero vergognarsi, tutti intenti alle cose della terra. La nostra patria invece è nei cieli e di là aspettiamo come salvatore il Signore Gesù Cristo il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo giorioso, in virtù del potere che ha di sottomettere a sé tutte le cose. Perciò fratelli miei carissimi e tanto desiderati, mia gioia e mia corona, rimanete saldi nel Signore così come avete imparato, carissimi!

 

VANGELO

Dal vangelo secondo Luca (9,28b-36)

In quel tempo Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. E, mentre pregava, il suo volto cambiò d'aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco due uomini parlavano con lui: erano Mosè ed Elìa apparsi nella loro gloria, e parlavano della sua dipartita che avrebbe portato a compimento a Gerusalemme. Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; tuttavia restarono svegli e videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui. Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: "Maestro, è bello per noi stare qui. Facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elìa". Egli non sapeva quel che diceva. Mentre parlava così, venne una nube e li avvolse; all'entrare in quella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: "Questi è il Figlio mio, l'eletto; ascoltatelo". Appena la voce cessò, Gesù restò solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono ad alcuno ciò che avevano visto.

 

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