TRA I GUERRIGLIERI DEL SUD SUDAN

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TRA I GUERRIGLIERI DEL SUD SUDAN

Premessa

 

   Come mai scrivo oggi, 2011, di un viaggio avvenuto nell’ormai lontano 1970?

   Devo confessare che alcuni amici e conoscenti mi hanno quasi costretto a farlo. Da tempo, invitavo a scrivere “qualcosa” sulla sua esperienza chi  aveva fatto la guerra, o era stato partigiano sulle montagne, o  fuggiasco da un  campo di concentramento in Kenya, come il nostro concittadino – poeta e storico delle tradizioni - Claudio Principi, ritornato poi in Patria dopo un lungo viaggio avventuroso. 

   Ero diventato piuttosto assillante, al punto che qualcuno mi ha “sfidato” a lasciare un resoconto scritto di un mio breve viaggio nella zona della guerriglia di Sud Sudan. Ma a chi può interessare?- chiedevo. Interessa a noi, tuoi amici – era la risposta.

   Per circa dieci anni mi ero dilettato a raccontare quel viaggio. Poi, col tempo, terminato il “mal d’Africa”, l’argomento mi  era venuto a noia e lo ricordavo pure con un certo fastidio. Non che rinnegassi – o che rinneghi oggi - ciò che avevo fatto a spese mie, fisiche e finanziarie. La verità è che da anni avevo cambiato il mio modo di pensare e di vedere la situazione che ho intorno.

   All’epoca, ero disposto a combattere e ad uccidere i nord sudanesi e i loro istruttori sovietici in nome della causa sud sudanese, per difendere quelle popolazioni oppresse e per soddisfare i miei ideali di libertà, giustizia, uguaglianza e  pace, temi cari alla Sinistra.

   Erano tempi in cui le popolazioni africane si stavano affrancando dal colonialismo. Era iniziato pure un neocolonialismo da parte dell’Occidente, che utilizzava regimi corrotti e criminali per opprimere quei popoli.  Era ciò che veniva permesso al Sudan musulmano verso le popolazioni meridionali cristiane e animiste, perché interessava  il “petrolio” arabo. 

   In effetti, nel mio intimo, quella esperienza doveva servire soprattutto al mio egoismo.

   All’epoca ero nel “materialismo storico”. Da quello stato, dopo il 1970, ho iniziato a muovere passi, molti dei quali avvenivano come per “caso”, su di un percorso durato circa quaranta anni. La mia marcia di avvicinamento alla situazione attuale è iniziata con  la Parapsicologia e con alcune esperienze in Romania; poi lo studio della Bibbia con i Testimoni di Geova;  quindi Scientology con le sue tecniche e sperimentazioni, contemporaneamente a superficiali conoscenze delle dottrine orientali. E’ seguito lo studio di alcuni testi Rosacroce. Poi quelli del mago Aleister Crowley e di Adam Weishaupt, fondatore degli Illuminati di Baviera, per scoprire la provenienza occulta di Scientology. Ed infine l’incontro con la Teosofia, che mi ha portato al Cristianesimo Esoterico, alla Scienza dei Sacramenti e alla Realtà dell’Eucaristia. Oggi, le conoscenze teosofiche mi permettono di comprendere la parte occulta del Corano (la Parola di Dio, il Verbo) e dell’Hadit (detti e fatti originati dal Profeta).

   Di certo, “Non c’è religione superiore alla Verità”, secondo un detto esoterico. Inoltre, con la scelta  della “Via della Mano Destra” (Dakshina Marg, in sanscrito, i cui adepti sono definiti “alberi di vita” o “della buona legge” e “Fratelli della Luce”) ho abbandonando definitivamente la “Via della Mano Sinistra” (Vama Marg, in sanscrito, i cui adepti sono definiti “alberi che appassiscono” o “Fratelli delle Tenebre” ), che avevo,  in parte,  seguito per anni, con Scientology.

   Sono giunto a considerare che l’Uomo-Essere Spirituale non è “creatore delle cose” e non è “Dio”, come afferma “Vama Marg”, ma “creato” da Dio, come sostiene “Dakshina Marg”. Quindi,  seguire la “via della mente” di “Vama Marg” – “mente umana” che è “impermanente”, ossia che non “permane” in quanto facente parte della “personalità” che l’individuo perde lungo il percorso successivo alla morte, non porta da nessuna parte. Raggiungere l’Immortalità, seguendo la “via della mente”, è illusione. L’unica via di salvezza che rimane è, probabilmente, quella del “cuore”. Ossia, la “Via della Mano Destra”.

   In Giovanni 21, 6 si fa riferimento al solo” lato destro” della barca da cui gettare la rete per una buona pesca. Infatti, i discepoli pescarono 153 grossi pesci. 1+5+3=9, numero esoterico positivo.

   Il Corano (Sura 56, 8-9) dice che ”quelli della destra” saranno beati in paradiso, mentre “quelli della sinistra” saranno dannati all’inferno.

   Il mio destino era evidentemente quello che poi è stato: ammalarmi quasi subito e non avere avuto il tempo di partecipare alla guerriglia sud sudanese, pure se giustificata dall’obiettivo di filmare i combattimenti. Se fosse andato, ad esempio, in porto un progetto che mi era stato prospettato, quello di fare parte di una “troupe” televisiva inglese che si sarebbe dovuta introdurre nel Sud Sudan dal Congo ex-Belga, oggi Zaire, proprio per riprendere i combattimenti ai quali avrei senz’altro partecipato, magari uccidendo – progetto poi sfumato, insieme ad un altro progetto del 1969 che mi avrebbe fatto rimanere per circa un anno con i guerriglieri nei territori degli Azande – oggi starei a giudicarmi senza appello pure per quei crimini, oltre che per quelli commessi, insieme all’aborto, verso innocenti creature umane e animali che hanno avuto la sventura di incontrarmi.  

   Ovviamente, come ogni essere umano, ho fatto pure cose positive verso gli altri. Purtroppo, l’attenzione viene messa sempre sulle cose negative, considerando quelle positive come prassi naturale.

   Mi si dice - oggi che sono rientrato dopo quarantotto anni nella Chiesa Cattolica - che Dio “perdona” e che quindi devo “perdonarmi” a mia volta. Purtroppo, non posso… Scaricare mediante una “tecnica” sacramentale le colpe commesse per una propria presunta sopravvivenza verso gli altri regni (umani, animali, vegetali e minerali) e ricevere un “perdono”, sono, a mio parere, “pie frodi” che servono solo per lenire il dolore mentale. 

   Poiché, è vero, come è scritto, “ciò che semini raccoglierai” – mentre ancora più vero è il detto “se semini vento raccogli tempesta” – saranno i tempi della evoluzione a farmi comprendere con la mia personale esperienza, qui e dopo, la gravità di ciò che ho commesso ed omesso, e i motivi che hanno portato a commettere e ad omettere.  E’ una evoluzione che porta lentamente a diventare – come si dice - pietra levigata.  

   Questo atto di superbia forse è dovuto al fatto che in me c’è una Conoscenza che mi rende libero dalle menzogne del “mistero” (almeno quello che ho fin qui svelato a me stesso), imposte da chi vuole soggiogare. C’è però un duro prezzo da pagare: quello che non è più possibile “giustificare” le proprie azioni.

   L’altro aspetto tremendo è che, conoscendo anche solo superficialmente i meccanismi che regolano i vari Universi, posso capire ciò che è accaduto, ciò che accade e ciò che accadrà.  

   Quindi, l’unica responsabilità di ciò che ”riscuoto e pago”  è solo mia,  per ciò che  ho “seminato”.  Non esiste “il caso”, non esiste il “capriccio divino” e, soprattutto, nessuno può allontanare da me il “calice amaro”.

   Mentre ricopiavo, ampliandola, quella parte del viaggio che avevo già scritto in Uganda prima di penetrare nel Sud Sudan,  i ricordi - sulla linea dei successivi appunti – riaffioravano e li mettevo giù di getto in modo sempre più veloce. 

   Aiutato pure da diapositive che avevo visto forse una sola volta e dimenticato, venivano avanti situazioni, parole, suoni, volti, visioni, e sensazioni che mi avevano all’epoca emozionato,  commosso, o fatto soffrire.

   C’è stata pure una reazione fisica: arsura e bisogno d’acqua e, saltuariamente, un po’ di febbre. Cose che all’epoca avevo provato.

   Il mio compito era, comunque, quello di riportare il Vero onestamente.  

   Provo, commozione nel ricordare le persone con cui – laggiù - ho vissuto più a lungo, e pure quelle incontrate per pochi momenti. Adesso, questi dimenticati, questi sconosciuti agli altri, ritornati alla memoria, mi accompagneranno per il breve resto dei miei giorni.

 

Giorgio Rapanelli

Un uomo finito

Scambiato per mercenario

Trovo una sistemazione

Ferdinando è morto

Un altro Uomo se n’è andato …

Attesa

Passo il confine

Mi annoio, sempre più preoccupato

Iniziamo il safari

Parlo con Gesù Cristo

Il giorno più faticoso della mia vita

Partiamo per il confine con l’Uganda

Privo di forze

Ritorno a Gulu

Ritorno a Roma

Stupido uomo, ci credi ora?

 

Film viaggio Sud Sudan (32 m')

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