La villa

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bamore

……… Destino peggiore è toccato a villa Bellamore, abitata sino al 1950 dagli ultimi eredi di una nobile famiglia e completamente rasa al suolo dalle lottizzazioni concesse nella zona.

Per trovarla bastava raggiungere, dalla guglia, la vicina grande croce di ferro,  posta a ricordo,  nel 1952, di una visita pastorale dei Passionisti e percorrere un tratto dello stradone che la fiancheggiava fino  a quando ci si imbatteva nei resti di due colonne a mattoni .

Così si entrava in quello che una volta era il parco della villa, ma di questo ancora conservava un buon numero di palme e di altre piante lussureggianti che a fatica però si riconoscevano sopraffatte da edere, rovi e sterpaglie.

Ben praticabili erano invece i vialetti tra i resti della villa,  stanze dai solai crollati, mura pericolanti e tetti sfondati. Grotte e cunicoli ne attraversavano il sottosuolo, un   labirinto, adatto per i giochi dei più grandicelli, per giocare a cerbottane, per le prime sigarette e le prime “scoperte”.

 “Il grande successo televisivo della serie “Belfagor, il mostro del Louvre” suggerì invece a qualche veloce  e atletico   burlone di mettere in giro la voce che la villa fosse “abitata” da fantasmi, avvalorandola con brevi  ma studiate apparizioni sotto candidi teli,  che sortirono l’effetto desiderato stuzzicando la curiosità dei più coraggiosi tra noi adolescenti che però, nonostante appostamenti ed inseguimenti ci ritrovavamo il più delle volte “per le terre” inciampando in corde e fili tesi lungo i vari percorsi”. Intanto il divertimento era assicurato, per piccoli e grandi e quando anche i  piccoli sono diventati grandi, non potendo più vedere Bellamore la ricordano  e la raccontano un po’ come quelle solitarie  palme dei giardinetti, davanti alla nuova caserma.

 

Fornace Bartoloni

Fornace Bartoloni

Fornace Bartoloni

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