La guglia, la cupa e le cerque

Inizio Indietro Avanti
guglie

……Ancora qualche curva, un altro cantiere edile ed  ecco la “guglia”, una piccola edificazione che caratterizza, da sempre, alle porte del paese, il crocevia per il cimitero,  per il convento dei frati “zoccolanti” o per S.Lorenzo. 

“Da ragazzi, quando non c’era l’illuminazione pubblica,      vi mettevamo sopra una zucca intagliata con dentro una candela e da dietro le numerosi siepi  ci divertivamo ad osservare le reazioni  di chi passava in auto o a piedi.  A volte esageravamo  ed allora lo scherzo sfiorava la follia”.

Del passato c’è soltanto la “guglia”:  l’incrocio è stato ingrandito e  dove prima era campagna adesso c’è un quartiere con tanto di centro commerciale, “Le guglie”.  Le siepi, “le fratte”, sono sparite, così come le vigne ed i filari  che delimitavano improvvisati campetti di calcio, in primavera,  dopo il taglio dell’erba medica.

Altre superstiti le maestose querce assurte quasi a monumenti dopo che è stata loro dedicata la via pubblica, via delle Cerquette, derivante dall’ampliamento della vecchia imbrecciata che conduceva alle due case coloniche della zona e che proseguiva nella “cupa”.

Per i pochi bambini e ragazzini della zona (Giacomo, Maurizio, Giuseppe, Adriano, Mario), privi di televisione e cartoni animati, la cupa, un sentiero stretto e oscuro, era l’ambiente ideale per giocare “agli indiani”, “alla guerra” con le cerbottane o per costruire una capanna dove ritrovarsi e nascondere “il tesoro”.

La cupa era anche il percorso più breve per andare a “visitare” i propri morti al cimitero  o la scorciatoia da utilizzare il martedì, giorno di mercato, con il peso della spesa.

I giovani invece vi si recavano per  romantiche passeggiate con panoramici scorci sul paese oggi, purtroppo, deturpati e nascosti alla vista da case e  palazzi.

Il primo tratto era anche quello più duro perché caratterizzato da una irta salita tra rovi, acacie, querce secolari ed  altri viottoli che conducevano alle sparute case nelle campagne circostanti. Avvicinandosi a Villa Costanza il terreno si faceva pianeggiante ed allora si camminava tra campi coltivati, ulivi ed ancora querce, fino a raggiungere, in discesa, il retro della chiesa del Cimitero, sottostante la casa del custode, la sagrestia e da qui il camposanto.   

Le nuove costruzioni hanno purtroppo devastato anche questi luoghi e oramai il vecchio “stradello” si deve andare a cercare, tra arbusti ed erba alta, intuendone il tracciato in mezzo a giardini e prati privati, canili e campi.

Le saltuarie manutenzioni non hanno cambiato di molto la situazione e  il sentiero è di fatto impraticabile  ad eccezione degli ultimi metri,  a ridosso della Chiesa e della vecchia casa del custode, di recente completamente ristrutturate.

Fornace Bartoloni

Fornace Bartoloni

Fornace Bartoloni

Fornace Bartoloni

Fornace Bartoloni

Fornace Bartoloni

Villa Costanza

Villa Costanza

Villa Costanza

Villa Costanza

Villa Costanza

Villa Costanza

Inizio Indietro Avanti